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Il pene perfetto non esiste

Quasi tutti gli uomini si preoccupano per le dimensioni e l’aspetto del loro organo genitale, a partire dai primi confronti fra gli adolescenti sotto la doccia fino all’età adulta. Alcuni percepiscono un vero e proprio disagio causato da un’errata idea personale che la dimensione del proprio pene sia anomala: o troppo piccolo o troppo grosso o troppo curvo.

Il pene in situazione di riposo varia notevolmente in termini di dimensioni, che possono andare da 5 centimetri a più di 10 centimetri. La ricerca sessuologica ha stabilito che le dimensioni medie del pene, dal punto in cui inizia l’orifizio urinario, in stato flaccido sono di circa 8, 8 centimetri, mentre in stato di erezione 12, 9 centimetri. Si parla di microfallia quando il pene in stato di riposo è meno di 4 cm e meno di 7,5 centimetri in caso di erezione. Di queste misure deve tener conto il chirurgo plastico quando deve proporre al paziente un intervento per l’ingrandimento del pene.La dismorfofobia peniena riguarda quella situazione clinica in cui il soggetto presenta ansia e disagio collegata alla percezione errata delle dimensioni del proprio organo genitale. Sovente la persona associa sentimenti di vergogna e inadeguatezza, con la conseguente incapacità di valutare le sue prestazioni sessuali. E’ una preoccupazione piuttosto invalidante, dato che porta la persona ad evitare rapporti sessuali, gli incontri sportivi e altre attività in cui si deve mostrare svestita. Nel lungo periodo si può assistere a complicazioni anche sul funzionamento relazionale e sociale, così come l’insorgere di stati depressivi.

Un primo intervento.

E’ importante sottolineare che l’idea personale che un uomo può avere del proprio organo genitale sia “visivamente” distorta rispetto al confronto con un altro simile posizionato di fronte. L’auto-osservazione, se NON effettuata allo specchio rimanderà una prospettiva completamente differente [alto-basso] rispetto a quanto osservato frontalmente. Il pene dell’altro apparirà inevitabilmente più allungato e più proporzionato. Per tale motivo nell’attività clinica è possibile intervenire suggerendo alla persona di osservare il proprio organo genitale di fronte ad uno specchio.

E poi.

E’ necessario un intervento psicoterapeutico utile ad elaborare il disagio che si manifesta nell’espressione di una precisa inadeguatezza fisica. Negli ultimi anni la dismorfofobia peniena è in aumento, alcuni dati scientifici confermano questa tendenza. Durante le visite andrologiche 20 persone su 100 richiede un possibile intervento risolutivo, anche di tipo chirurgico; mentre 80 persone su 100 che effettuato una visita , non inerente alla possibile micropenia, comunque pongono il quesito relativo alla presunta normalità della dimensione del loro pene.



Fonti
  • Manuale di educazione sessuale. Vol. II - Veglia (2005)
  • Penile Length and Circumference: a Study on 3300 Young Italian Males. Eur Urol 39:183-6 - Ponchietti (2001)
  • Educazione medica: dismorfofobia peniena. - Colpi (2004)

Nadia Gobbi è una psicologa e una consulente sessuale che opera a Verona e organizza anche colloqui online.

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